domenica 6 gennaio 2019

LA PECORELLA IN INCOGNITO ...







Tutto si era svolto rapidamente, proprio quando aveva perso la speranza e non si aspettava più di udire le zampogne, era arrivato il loro suono melodioso e la pecorella sussulto' di gioia.

Anche il Gufo le aveva udite e seppe, ancor prima che si aprisse il cancello, che la pecorella stava per esaudire il proprio desiderio e si stava preparando ad uscire.

Il Gufo ammirava molto la personalità di quella creatura, apprezzava la sua determinazione e nello stesso tempo l'audacia e la leggerezza dei suoi sogni. Per la pecorella tutto era possibile ed i limiti che di solito il mondo percepisce come invalicabili, per lei non esistevano; anziché vedere le difficoltà, lei percepiva sempre e solo le possibilità, le infinite occasioni di apprendimento che la vita offre sempre, a chi voglia imparare. 

L'impossibile, per la pecorella, non esisteva!

Il Gufo sapeva bene che, avere il coraggio di abbandonare il gregge, quando sei stata cresciuta da pecora, domanda una forza enorme. 

Il coraggio di vivere è una qualità della Coscienza e non un sentimento meccanico.

Questo era uno dei principi fondamentali che insegnava alla sua Scuola ed alunni come la pecorella gli davano il conforto di sapere che qualcuno, dopo di lui, avrebbe continuato la sua missione e gli dava la gioia di investirsi sempre di più, in quella grande responsabilità che aveva deciso di prendere sulle proprie ... ali.





Mentre il Gufo era immerso in queste  riflessioni, la pecorella si precipito' fuori dalla scuola. 

Non doveva perdere tempo, sapeva bene che gli zampognari si muovono lungo le vie della città e lei, per il momento, aveva solo sentito il suono delle zampogne e non aveva la minima idea di dove si trovassero.

Come promesso, avviso' i due cardellini che erano i responsabili della portineria e si accordo' con uno di loro affinché la raggiungesse appena possibile. Si rallegrava di poter condividere con qualcuno, la splendida avventura che si accingeva a vivere.

Intanto, per quanto possibile, lei avrebbe corso in direzione del centro città, cercando cosi' di raggiungere le pecorelle che facevano da corteo agli zampognari.



La neve cadeva fitta fitta e non era facile correre fra le strade scivolose, ma la natura l'aveva fornita di pratici zoccoli e lei era talmente felice che le sembrava quasi di volare.

Continuava a muoversi in direzione della musica ed intanto sbirciava con i suoi occhi attenti e curiosi, le strade illuminate, le vetrine e i passanti infreddoliti.

E la prima cosa che la colpi furono proprio le persone che incontrava.

All'inizio temette di  venire subito fermata  ed obbligata a tornare indietro ed invece constato' con sorpresa, che nessuno sembrava accorgersi di lei e la cosa le diede coraggio.

Più' avanzava e più  si stupiva dalla totale indifferenza che le persone mostravano nei suoi confronti; nessuno si accorgeva della sua presenza e nessuno si sorprendeva che una pecora vagasse sola per la città. Ad un certo punto si domando' se per caso, alla Scuola del Gufo, non avesse acquisito strani poteri e fosse diventata invisibile.   Certo essere invisibile un poco le sarebbe piaciuto, ma sentiva la neve bagnarle le zampe e dunque concluse di essere sempre in carne ed ossa. In ogni caso nessuno le dava fastidio ed era proprio come se non la vedessero.





Improvvisamente, un rumore assordante la fece sussultare e la distolse da queste considerazioni interiori. Che fosse invisibile o meno poco importava, stava passando un'enorme macchina di ferro e lei doveva stare attenta e raggiungere al più presto gli zampognari.

Fu proprio in quell'istante che si accorse di due cose importanti: non sentiva più la musica nemmeno in lontananza ed un bambino, seduto nel tram accanto alla mamma, le fece un cenno di saluto con la mano. Almeno aveva la certezza di essere sempre visibile!

A questo punto, data l'indifferenza generale, forse gli zampognari non erano più necessari.




Come al solito trovo' in sé il coraggio e la passione per portare avanti le sue scelte e decise allora di continuare la strada vagando tranquilla, andando dove il cuore la portava.

E se proprio qualcuno l'avesse fermata e le avesse fatto domande, avrebbe risposto che si era persa e che stava cercando di ritrovare il suo gruppo di pecore.

Tutto era semplice ed era libera!

Continuo' dunque fra le strade della città senza avere una vera e propria meta, voleva assaporare, senza timore, ogni più piccola sensazione.

Voleva guardare, percepire le emozioni della gente, sentire l'aria gelida scompigliare i suoi riccioli di lana, voleva osservare con intensità il mondo che la circondava per coglierne la verità ed ogni più intimo aspetto.

Qual'è il senso delle feste che gli uomini dicono di celebrare?
Perché festeggiano il Natale e il Capodanno, i compleanni ed altre cose ancora?

Sono realmente felici, mentre vivono questi momenti che dicono essere importanti e pieni di valore?

Queste erano alcune delle tante domande che frullavano nel capo della pecorella.




Intanto, mentre avanzava fra le strade illuminate, si accorse che una strana sensazione stava cominciando ad impossessarsi di lei.
Inavvertitamente e controvoglia,  inizio' a percepire come un malessere. Una vena di tristezza si era infilata nel suo cuore e la gioia che credeva di trovare, stentava a farsi riconoscere.

Eppure sapeva di essere una tipa coraggiosa e poco incline ai condizionamenti; ciononostante  percepiva una strana atmosfera, come una contraddizione evidente fra l'aria gioiosa creata dalla neve e dalle luci ed una forma di tensione, di stanchezza e di disincanto che percepiva invece nello sguardo delle persone.

Tutti avevano le mani piene di pacchetti, alcuni si tenevano vicini e sembravano sorridere, ma la maggior parte della gente si muoveva in fretta, lo sguardo imbronciato, urtandosi a vicenda, incuranti di chi passava accanto. Si sarebbe detto che l'unica cosa che importasse loro era entrare nei negozi ed uscirne carichi di pacchi, ma nei loro sguardi c'era come una spossatezza ed una forma di assenza. Dov'era la gioia?




Erano consapevolmente felici di quegli istanti di festa o stavano solamente sopportando il peso delle convenzioni?

Mi sembra di capire che non sono io ad essere diventata invisibile; in realtà sto camminando in un mondo di gente invisibile!

Pochi sembrano lieti, forse nemmeno i bambini. Le mamme li strattonano perché vanno di fretta e i papà non sembrano avere tempo per loro. Che strano! Avevo immaginato un'atmosfera completamente diversa.  Mi aspettavo la gioia ed ora vedo tanta stanchezza ed una velata solitudine; come se tutti si sforzassero a fare qualcosa senza esserne convinti.
Sono sentimenti che proprio non mi aspettavo, dovrò parlarne al gufo, lui saprà spiegarmeli.




Certo io sono una semplice pecora e non mi è dato capire, ma tutto questo sfavillio di luci mi sembra finto.

Il cuore delle persone è spento, altrimenti non sarebbero cosi indifferenti a quanto accade attorno a loro.

E come se dovessero sempre difendersi da qualcosa.

Le luci sono fuori, ma dentro alle anime forse c'è molto buio.

Si muovono come se ignorassero la giusta direzione, come se non sapessero cosa cercare e cosa possa far loro del Bene.

Solo mi domando: sarà colpa dei tempi difficili come loro sostengono, o in realtà nessuno è capace di vedere la luce e di cercarla come un bene prezioso?

Non è che quando si parla di luce, pensano solo alla corrente elettrica? Ecco perché amano tanto le luminarie!




Ad un tratto, visto che si parlava di luce, la pecorella ebbe un'illuminazione e trovo' la risposta che cercava:  gli uomini celebrano le  feste perché l'Anima ispira una tensione a qualcosa di più Grande.

Nel buio dell'inverno - che altro non è che il buio della vita - una festa, una stella, un'occasione diversa, sono l'invito ad elevarsi.

Una voce misteriosa invita ciascuno a cercare la luce, ma oggi ho capito che, in questa essenziale operazione interiore, ... le luminarie delle strade non bastano.

E poi, cercare la Luce non dev'essere un fatto sporadico, ma la scelta di ogni giorno. Non può essere l'esercizio di qualche rapida festa, bensi l'impegno di tutta una Vita ... (avrebbe sicuramente detto il Gufo).

Forse - continuo' nel suo parlare la pecorella - le persone che ho incontrato per le strade, stanno cercando in queste occasioni una piccola scossa, qualcosa che li faccia sentire vivi, oppure amati e magari non troppo soli, ma in realtà nessuno riesce a trovare quello che tanto desidera ed ora, quel senso di vuoto che sempre li accompagna, è ancora più forte.




Riflettendo su queste cose si fermo' un istante.

Forse aveva visto tutto quello che c'era da vedere e poi, questa tristezza improvvisa, non le piaceva.

Ho visto abbastanza - disse a se stessa - Devo correre a casa, desidero far ritorno alla Scuola, ho un mucchio di cose da chiedere al Gufo ed ho bisogno di chiarimenti.

Detto fatto lascio' le strade del centro per tornare indietro e dirigersi verso la zona più remota del parco là dove, dietro agli alberi carichi di neve, l'aspettava il calore della Scuola.

In un attimo fu alla griglia del cancello, lo spinse felice. Era contenta dell'esperienza vissuta, ma maggiore era la gioia che provava all'idea del clima confortante e sereno che avrebbe ritrovato.




Prima di entrare nel vestibolo e scrollarsi la neve di dosso, prese ancora un momento per sé e concluse:

La Vita è fatta di buio, 

perché solo a queste difficili condizioni,
ogni creatura puo' essere spinta, 
con coraggio e devozione, 

a cercare la Luce!









a tutti!


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