sabato 29 marzo 2014

La pecorella giunge alla porta misteriosa

 

Erano ormai trascorsi due giorni da quando la pecorella aveva lasciato il resto del gregge. Due giorni non erano molto, eppure aveva la sensazione che fosse passato tanto tempo. Erano state ore molto intense, mai avrebbe immaginato che quel moto interiore improvviso che l'aveva fatta allontanare dal gregge, l'avrebbe portata a vivere cio' che aveva, fino a questo momento, sperimentato e conosciuto. Era stata imprudente? Chi le aveva dato il coraggio per mettersi in moto?

Doveva ammettere che quanto le era fino a quel momento accaduto, era molto strano, quasi inspiegabile. Possibile fossero bastate l'intensità e la sincerità del suo profondo desiderio di conoscere, per mettere in moto questa misteriosa avventura?

 

Intanto, mentre avanzava, ripensava alle lunghe giornate vissute insieme al gregge, in quella valle incantata in cui tutto era a disposizione ed il tempo scorreva lento e rassicurante.
Se qualcuno le avesse detto che un giorno si sarebbe trovata da sola in un luogo sconosciuto, non ci avrebbe mai creduto.

Quante volte le pecore piu' anziane avevano messo in guardia i giovani agnelli, affinché non si allontanassero ed ora lei era li', in questo bosco misterioso, diretta ad un incontro importante.


Avrebbe rivisto, un giorno, le pecore sue sorelle? Chissà se si erano accorte della sua assenza? 
E poi, questo famoso gufo, esisteva davvero?

Questi erano i suoi pensieri e mentre procedeva si accorse che in lei non vi era angoscia, né nostalgia, ma piuttosto una grande fiducia nella Vita. Era una sensazione che non aveva mai conosciuto e che invece, da quando si era messa in moto, aveva incominciato a sperimentare con sempre maggiore intensità.

Del resto, piu' passavano le ore e piu' aveva la sensazione che vi fossero attorno a lei presenze invisibili che la stavano ispirando e guidavano i suoi passi.


La pecorella avanzava assorta in questi pensieri quando improvvisamente udi' alle sue spalle alcuni rumori, qualcosa di impercettibile e  sussurrato, come uno strano bisbigliare.

Naturalmente si guardo' attorno, incontrare qualcuno le avrebbe procurato un immenso piacere, ma non vide nessuno.
" Che strano - disse fra sé - mi è proprio sembrato di sentir parlare, eppure non vedo chi possa essere stato".


Stava per continuare la sua strada quando una luce misteriosa le apparve, un bagliore improvviso, un rassicurante fruscὶo.

Durante i primi istanti non le fu facile capire di chi si trattasse poichè i suoi occhi erano abbagliati da una figura evanescente ed irreale, ma fu rapidamente rincuorata poiché riconobbe la presenza di un cerbiatto.

Dallo sguardo pacifico ed invitante che questi le mando', si sarebbe detto che la stesse aspettando e che non vedeva l'ora di parlarle, come se avesse un mucchio di cose da dirle.



Una volta di piu' la pecorella si trovo' confusa;  anche se poco prima aveva sperimentato sentimenti di fiducia e di entusiasmo, ora - davanti a quella visione - tornarono ad accavallarsi nella sua mente dubbi e paure.

Era forse morta e questa visione era di un altro mondo?

Probabilmente era stata troppo imprudente e non aveva misurato i rischi ai quali sarebbe andata incontro ed ora, a furia di ragionare da sola e di non poter parlare con nessuno, incominciava ad avere allucinazioni e strane visioni.

La paura si stava insinuando nel suo cuore e provo' un'immensa nostalgia per il gruppo di pecore che ora stava placidamente brucando l'erba,  ignaro di tutto ed indifferente ad ogni domanda interiore.

Comprese bene perchè ogni pecora evitasse i grandi cambiamenti ed amasse invece conformarsi al volere del gruppo. Scegliere la propria strada ed avere il coraggio di seguirla, domanda qualità straordinarie e lei non le possedeva. Si sentiva fragile ed indifesa, in balia di un mondo sconosciuto e il peso della solitudine cominciava a farsi sentire; a pensarci bene, aveva voglia di piangere.


Si sarebbe tanto volentieri lasciata andare alla diperazione, i suoi occhi erano velati di lacrime e le sembrava che il suo cuore, poco prima coraggioso e forte, fosse diventato piccolo piccolo e in preda alla paura.  Dove si trovava? Cosa le stava accadendo?

 

Fortunatamente era una pecorella intelligente e subito si accorse che la tristezza ed il vittimismo nei quali era tentata di precipitare, non solo non l'avrebbero aiutata, ma si sarebbero amplificati fino a farle perdere quel poco coraggio che ancora le restava. Osservo' anche questa volta l'altalenare confuso delle emozioni e ricordo' le parole dell'usignolo che, tanto amorevolmente, l'aveva messa in guardia.

Aveva davvero ragione: nel percorso della Vita non sembrava possibile avere nel proprio cuore e nella propria mente, una coerenza interiore capace di sfidare le prove e di illuminare in ogni istante la strada.  L'animo umano cambiava velocemente e se ora si sentiva determinato e sicuro, poco dopo dubitava di sé e voleva rifugiarsi nelle piccole e conosciute sicurezze, tanto brevi quanto inconsistenti, ma illusoriamente reali.  Tutto domandava impegno e una grande dose di coraggio, ma le pecore non conoscevano il significato di queste parole.



Fu in ogni caso questione di pochi istanti, poichè la voce del cerbiatto le giunse, distinta e forte ed interruppe questo suo angosciante parlare.
" Mia cara amica, sappi che conosco il tuo stato d'animo; so perfettamente cosa provi poiché a mia volta lo sperimentai qualche tempo fa.
Rassicurati, non potresti trovarti in un posto migliore e qui non hai nulla da temere. Senza che tu lo sappia, né abbia avuto il tempo di rendertene conto, sei giunta in un luogo speciale, nutrito da un'energia diversa da quella alla quale sei sempre stata abituata. 
Il tuo desiderio di conoscere il senso dell'esistenza e la sincerità che hai fino a questo momento dimostrato, ti hanno portato in questo luogo e ti porteranno a vivere nuove esperienze, ma una volta di piu' devi avere pazienza ed andare gradatamente.
Una cosa è certa: anche se ti senti fragile è meglio che tu raccolga le forze. Abbandona il desiderio di tornare nel mondo dal quale provieni e sappi che qui troverai cio' che stai cercando.
Sappi soprattutto, che quanto piu' proseguirai su questa strada, tanto maggiori saranno le prove che ti verranno richieste, ma tu non temere. Non ci sono mai prove superiori alle nostre capacità e tutto quanto ti verrà proposto di vivere, anche se ti sembrerà difficile od ingiusto, è una benedizione del cielo che ti insegnerà qualcosa di importante  e ti stimolerà a crescere.
Non temere e non sentirti vittima di nulla, poichè non vi è un destino crudele, ma solo tante esperienze, ricche di insegnamenti e di sfide. Sono sicuro che quanto piu' avanzerai, tanto piu' ti sentirai forte e felice ed un giorno, te lo assicuro io, riderai sinceramente di questa voglia di tornare indietro che ti assilla in questo momento.
Cio' che hai lasciato è nulla rispetto a cio' che ti accingi a conoscere!
Sai, quando sono arrivato in questo bosco speciale, provavo le stesse tue paure ed angosce. Ero solo e mi sentivo perduto; ero molto giovane eppure avevo già conosciuto un grande dolore. Non avevo piu' i genitori e non c'era nessuno che potesse occuparsi di me. Come avrei fatto a sopravvivere e chi mi avrebbe aiutato a crescere? Ebbene, proprio in mezzo alla disperazione, feci un incontro fortunato.
  
Un giorno in cui la nebbia era piu' fitta ed il mio dolore piu' grande, si avvicino' a me un coniglietto e la mia vita ne fu trasformata. Si chiama Lapinou e piu' tardi te lo faro' conoscere.
Quel giorno Lapinou si avvicino' a me perchè mi vide triste, mi fece una carezza e mi annuso' a lungo. Quando finalmente mi vide piu' tranquillo, mi parlo' del suo progetto e del luogo in cui si stava dirigendo. Mi racconto' che a causa delle difficoltà che aveva incontrato e delle delusioni che aveva vissuto, si accorse che la vita che vivevano i conigli non gli piaceva piu'. La trovava assurda e senza senso e aveva deciso di fare qualcosa.
Ricordo che mi disse una frase straordinaria che mi diede in pochi istanti coraggio e fiducia, non ricordo le parole esatte, ma suonava piu' o meno cosi:
Se vuoi avere qualcosa che non hai mai avuto, devi essere disposto a fare qualcosa che non hai mai fatto!
Inutile dire che aveva gli occhi talmente buoni ed onesti, che seppi subito che stava alludendo a progetti il cui senso poteva essere solo speciale ed elevato.
Lapinou, quel giorno, continuo' nelle sue spiegazioni con entusiasmo e passione, mi racconto' che aveva sentito dire che esisteva nel bosco, una scuola dove venivano insegnati i segreti della vita. Era una scuola aperta a tutti, a tutti coloro che volessero uscire dal sonno e desiderassero sinceramente imparare ad aprire gli occhi, tutti quelli che non volevano piu' continuare a vivere ripetendo gli stessi gesti e gli stessi pensieri, tutti quelli che volevano studiare la paura, per comprenderla e vincerla.
Si diceva che il maestro fosse un vecchio gufo, saggio e intelligente, aiutato da tante altre creature belle ed evolute come lui.         E cosi ci siamo messi in viaggio ...
 
ed insieme, vicini vicini, siamo arrivati in questo posto straordinario. Esso è talmente bello e speciale che non mancherà di sorprenderti e di metterti alla prova e ti assicuro: ogni giorno trascorso alla Scuola della Vita ti regalerà insegnamenti preziosi e ti troverai trasformato.
La nuvola di luce che mi vedi accanto è quella della mia madrina, ciascuno di noi ne ha una e ben presto verrà assegnata anche a te.
La madrina sarà la tua compagna ed amica, il gufo le ha attribuito il compito di aiutarti se ne avrai bisogno e di confortarti quando sarai triste. Ti aiuterà ad orientarti meglio ed avrai sempre qualcuno al quale rivolgere le domande che ti stanno piu' a cuore. Ma ricorda una cosa importante: tu dovrai averne cura e dovrai occcuparti di lei. Sarà come una fiammella posta nel tuo cuore che dovrai alimentare con la tua perseveranza e la tua fedeltà.
Se sarai disattento e svogliato, se ti dimenticherai della sua presenza e non la nutrirai come si deve, lei poco a poco si indebolirà ed un bel giorno morirà. 
 
Sappi che la tua madrina non si nutre di erba come vorresti credere, ma della tua devozione, della tua fede e della tua presenza; cibi pregiati e rari che non si comprano, ma che potrai trovare solo dentro di te.
Ed ora vieni, non esitare, è tempo di attraversare il ponte, esso è il confine che divide i due mondi, una linea invisibile, ma vera e potente, che segnerà l'inizio di molte cose e la fine di molte altre.
 
Le regole che hai lasciato, le cose in cui credevi e le logiche che ti hanno fino ad oggi ispirato, cadranno poco a poco. Ti troverai nella necessità di realizzare dentro di te, una vera e propria rivoluzione del pensiero, dovrai lasciare le vecchie e consumate convinzioni,  per familiarizzarti con nuove e piu' autentiche verità.
Là da dove vieni, le creature sono molto sole. Tutti temono la solitudine e si circondano di tanti artifici per illudersi che questa loro pena non esista. Anche tu ti sei sentito tante volte solo, nonostante fossi circondato dalle numerose pecore del gregge. Anche se loro dicevano di amarti, in verità era molto difficile comprenderle e sentirti da loro compreso.
Qui, invece, per la prima volta e veramente, non sari piu' solo, percepirai ogni giorno di piu' una forza che cresce dentro di te. Essa sarà talmente vera e costante da illuminare il tuo cammino e lo farà a tal punto che tutto, attorno a te, diventerà popolato e vivo.
 
Ed ora ti prego, fammi fiducia e non avere paura, abbiamo già parlato troppo mentre ci stiamo dirigendo in un luogo in cui il silenzio ha enorme importanza e sarà una delle cose che dovrai imparare. E' ora di tacere e di affrettarci, la porta si apre al momento stabilito e sento che per te, quell'istante, sta rapidamente giungendo.

 
Ed infatti, mentre avanzavano e dirigevano silenziosi in direzione di un grande albero, udirono strani rumori. Passi affrettati, voci soffocate, un allegro chiacchericcio, il suono metallico di chiavi e serrature.
 

La pecorella alzo' improvvisamente gli occhi: davanti a lei si stagliava una porta immensa ed imponente dalla quale filtrava una luce calda e confortante. Fu scossa da un ultimo brivido, pochi secondi ancora e quella porta si sarebbe aperta per lei e le avrebbe rivelato qualcosa di sconosciuto e misterioso, qualcosa che stava aspettando da tempo e per il quale aveva sfidato i pensieri e le paure della sua razza.

Fece un lungo respiro, sapeva che stava accadendo qualcosa di straordinario dal quale non poteva piu' ritirarsi. Un ultimo dubbio, inviato dalla mente, la porto' ancora ad esistare. Cosa sarebbe accaduto? Cosa stava rischiando? E se fosse solo un sogno?

Il cerbiatto, anche questa voltà, capi' cosa stava accadendo e senza esitare, né pensarci due volte, indietreggio' un attimo, prese un bello slancio e con il suo muso diede un colpo, forte e deciso, al sedere della pecorella. Lo spintone raggiunse il suo scopo e la fece avanzare.

La porta finalmente si apri' ed una luce potente l'avvolse. Ne fu accecata, i suoi occhi non erano abituati a quello sfavillio.

Improvvisamente riusci' ad intravedere una forma, qualcuno la stava spettando,


le stava accarezzando il mantello; si senti' rassicurata e straordinariamente avvolta da un benefico tepore. Il cerbiatto aveva detto il vero, quel posto che si annunciava ai suoi occhi era straordinario, niente a che vedere con cio' che aveva fino a quel momento conosciuto. 

Si arrese felice, poteva entrare senza paura, il suo cuore glielo stava comunicando.

Fece un passo e poi, un altro ancora. Cerco' di aprire gli occhi, la luce era intensa e vibrante e preferi' tenerli chiusi, intanto sapeva che poteva avere fiducia e con il tempo li avrebbe aperti.

Poco lontano il cerbiatto sorrise, il momento delicato dell'ingresso era avvenuto; il tempo si era fermato ed aveva interrotto il suo corso. Solo il Presente ora contava e con esso la consapevolezza perenne che una meravigliosa avventura, proprio in quell' istante, iniziava.

Abbasso' il suo musetto in un inchino colmo di gratitudine, una nuova creatura era arrivata portando con sè i suoi talenti e le sue fragilità. Il mistero poteva ripetersi e continuare a manifestarsi.

Ed un bagliore di stelle si riverso' su di loro.

domenica 23 marzo 2014

La pecorella va dal gufo


 

E giunse il mattino 

 

  


poco a poco le ombre della notte si dissiparono e la luce del primo sole dirado' la bruma, portando il risveglio in quel mondo di pace. Docilmente, ogni creatura usci' dal sonno e si affaccio' al nuovo giorno con la speranza e la fiducia che solo i semplici sanno avere nel cuore.
 


I primi a svegliarsi furono gli uccellini, l'aria frizzante li fece uscire dal nido, si pulirono gioiosi le piume ed incominciarono a cantare, il giorno che stava nascendo li inebriava di felicità.
Mentre la maggior parte di loro faceva i primi vocalizzi e si ripuliva la voce, una piccola delegazione si fece coraggio ed ando' a posarsi proprio vicino al tronco dove la pecorella stava ancora dormendo.



" Buon giorno cara amica, hai dormito bene? Ti abbiamo vegliato tutta la notte e possiamo assicurarti che nessuno ha turbato il tuo sonno.

Tutta la foresta è al corrente della tua presenza e gli abitanti del bosco sono tuoi amici. 

Siamo stati incaricati di dirtelo e di farti sapere che siamo a tua disposizione per qualsiasi  necessità .
Ora pero' ti devi svegliare, il sole è alto nel cielo e hai ancora molta strada da fare. Questo è un giorno importante, il gufo è stato avvisato e ti aspetta.  Non esitare, alzati" !

 

La pecorella apri' gli occhi ed il canto melodioso di quelle creature ebbe il potere di rassicurarla. Per la prima volta in vita sua aveva avuto il coraggio di disubbidire e di allontanarsi dal gregge ed ora si trovava da sola nel bosco, senza protezione né punti di riferimento.

Avrebbe saputo muoversi?
Sarebbe riuscita nel suo intento?
Ed il gufo le avrebbe dato udienza o si sarebbe preso gioco di lei?
In fondo era solo una pecora e le pecore non osano lasciare il gregge.

Non si era ancora completamente svegliata e già nella sua testolina roteavano mille domande.

Alzo' il muso e si guardo' attorno. Il bosco si presentava a lei rassicurante e festoso, la luce che filtrava fra gli alberi, avvolgeva quel posto di una morbidezza incantata ed i rumori che giungevano dalla foresta, le fecero capire che ogni creatura era contenta di vivere ed apprezzava profondamente il mondo che la ospitava.


 

Il suo stato d'animo si fece immediatamente sereno e non esito' ad alzarsi.    Si sgranchi' le gambette, si pettino' per bene e decise di fare una buona colazione con l'erba invitante che aveva davanti. Ma prima doveva lavarsi, non poteva certamente presentarsi al gufo con il mantello in disordine.


Tese le orecchie, poco lontano scorreva un ruscello; nella calma del mattino  ne udiva il rumore. Lo scrosciare discreto dell'acqua era come una preghiera appena sussurrata.


Il mondo della foresta, dalla piu' tenera foglia al piu' grosso animale, attraverso la voce del torrente, diceva al Creatore la propria gratitudine.


Si diresse verso il ruscello e mentre camminava si accorse di quanto il suo cuore, in quegli istanti precisi, fosse contento e colmo di fiducia.

Giunse allora ad una prima, importante, conclusione e si scopri' intenta a parlare con se stessa e a dire le seguenti parole:

" Ho l'impressione che quando rispondo alla voce interiore e mi impegno a cercare la mia strada con coraggio e sincerità, incominciano ad accadere un mucchio di fatti nuovi e molto importanti. Il primo fra tutti è un cambiamento nel mio stato d'animo ".

" Se fino a pochi giorni fa ero inquieta e svogliata e sovente arrabbiata, improvvisamente le tensioni si placano e a tratti conosco una sensazione di pace, come un respiro piu' lento e composto, qualcosa che non avevo mai conosciuto prima. Improvvisamente capisco che tutto cio' che mi ha portato in questo punto della mia esistenza era giusto e perfetto e si è svolto proprio come doveva essere ".


" Naturalmente le mie paure ci sono sempre e la mia testa è piena di dubbi, ma se mi fermo un istante e faccio un bel respiro, qualcosa dentro di me  si mette a vibrare. Il cuore si  fa sentire e mi dice che sto bene e che sono sulla strada giusta ".
 


" Per tanto tempo ho sofferto interiormente delle mie impotenze, vedevo il resto del gregge pensare e comportarsi in un certo modo, ma io non riuscivo ad allinearmi ed ero molto infelice. Avrei senz'altro continuato ad esserlo se un bel giorno non avessi deciso di buttarmi e di provare, di prendere dei rischi e mettermi in gioco. Proprio per questo, all'improvviso, sono partita ed ora eccomi qui ".

" Da quando ho preso la decisione di lasciare il gregge sono cambiate molte cose, sia dentro che fuori di me. Ho percorso strade sconosciute ed ho incontrato nuove creature, ma mi rendo conto che in ogni mio passo vi è un filo conduttore; come se un angelo invisibile mi avesse preso la mano e condotto misteriosamente in questo luogo affinché altre cose potessero accadere ".


" Vi sono due fatti importanti che devo osservare e mai piu' dimenticare. Il primo si esprime all' esterno mentre il secondo si produce all' interno. 

Il primo è rappresentato dalla forza irragionevole di provare e di buttarsi contro ogni esitazione e timore. Il secondo, invece, è qualcosa che nasce dentro al cuore e ti comunica una forma di fiducia e di forza e ti fa capire, anche in mezzo alla confusione, che sei sulla strada giusta ".




Cosi' parlando la pecorella giunse al ruscello, l'acqua invitante interruppe i suoi pensieri e lei si lavo' e risciacquo' per bene con l' entusiasmo e l'orgoglio con i quali ci si prepara per un avvenimento importante o una grande festa. 


 
Usci' dall'acqua fresca e piena di vigore, con il pelo morbido e soffice, pronta ad affrontare la strada che ancora l' attendeva.

Avrebbe chiesto le indicazioni agli uccelletti che l'avevano tanto gentilmente svegliata ed era sicura che in breve tempo sarebbe arrivata al grande albero, là dove il gufo abitava.

Ormai - si diceva - il piu' è fatto, la cosa piu' difficile era stata decidere di partire, ma ora sembrava tutto facile e scontato. L'entusiasmo non le mancava ed era sicura del successo dell' impresa.


Fu proprio a questo punto, che uno degli uccellini le si poso' sulla spalla e distogliendola dai suoi pensieri le disse queste parole:

" Cara pecorella, forse non lo sai, ma le creature alate sono quelle che - nell' universo - sono le piu' evolute.

Ho voluto fare questa premessa affinché tu potessi meglio accettare e comprendere quello che sto per dirti ".

"Devi sapere che è tipico degli esseri viventi passare molto facilmente dall' entusiasmo al dubbio, dalla contentezza alla disperazione". 

"In un rapido istante possiamo precipitare nelle tenebre delle nostre paure e cio' che un attimo prima ci sembrava facile e scontato, diventa rapidamente fonte di esitazione e di scoraggiamento ".

"Non ti dico questo per farti paura e metterti in crisi, ma semplicemente per avvisarti, in modo tale che tu sia preparata davanti ai movimenti improvvisi ed avversi, del tuo animo".

"  Vedrai che facilmente e rapidamente, sole e pioggia si alterneranno nel tuo cielo, ma se tu ricorderai le mie parole, capirai quanto sia importante lavorare senza sosta, per creare dentro di te, un tempo interiore che non cambia umore e che ama la limpidezza, di un cielo senza nuvole ".

" La nostra fragilità è un dono meraviglioso, esso ci è stato dato per imparare e conoscere come funzioniamo. I dubbi non sono pietre che ti vogliono a tutti i costi far inciampare, ma sono strumenti con i quali vieni messo alla prova e ti devi confrontare".

" Il nostro problema è che siamo troppo convinti che la mente abbia sempre ragione e solo lei sappia suggerirci cosa sia giusto e cosa sbagliato. Proprio per questo crediamo ciecamente ad ogni idea che si affacci nella nostra testa; prima ci crediamo e poi dubitiamo. 

Non ce ne rendiamo conto, ma siamo rapidamente in balia di forze contrarie, ci muoviamo in opposte direzioni seguendo la corrente del mondo, cosi come fa la canna quando è sballottata dal vento ".



" La tua decisione di partire da sola e di muoverti verso la direzione che porta alla tua autenticità, ti fa onore e mi fa capire che sei una pecorella coraggiosa e perseverante, ma ora che sei in cammino munisciti di pazienza e di fiducia, poiché la strada è lunga e disseminata di tanti pericoli".


La pecorella ascolto' attentamente le parole dell' usignolo, sapeva che stava dicendo il vero.

Lei non aveva detto nulla, ma già si era dovuta confrontare con i dubbi e le paure.

Aveva sentito quanto fosse facile essere scoraggiati, oppure rimpiangere le tranquille e noiose comodità del gregge.

In fondo il gruppo pensava a tutto e laggiu' non mancava nulla.   Ed anche se le giornate trascorrevano in una maniera sempre uguale, questo era rassicurante e piacevole.

Eppure, lei aveva osservato tutti questi pensieri contrari, li aveva attentamente studiati ed era  giunta a ritenere insopportabile ogni forma di inautenticità.

Quante false maschere ognuno si metteva addosso per sembrare a qualcosa o qualcuno che in verità non esisteva, quante finzioni, quante menzogne a se stessi.

 

Certo, lei era solo una pecorella, ma  questo conformismo di pensieri e di sentimenti le era diventato inaccettabile.

Si era accorta soprattutto, di quanta difficoltà i suoi simili avessero ad esprimere sentimenti positivi, a sentire la vita e a godere della bellezza del mondo.

Ognuno masticava la propria erba e si rifugiava nelle convenzioni sociali, perdendo, poco a poco, ogni idea creativa ed ogni anelito a progredire. 



Questi erano i pensieri coi quali si stava confrontando, ed era cosi presa dai suoi ragionamenti che non si accorse che era passato diverso tempo e senza volerlo aveva fatto molta strada.

Si guardo' attorno e non vide piu' l'uccellino che aveva voluto metterla in guardia; attorno a lei c'era solo il silenzio del bosco e il respiro tranquillo del vento.

Era di nuovo da sola;  si sarebbe proprio detto che in questa avventura i segnali stradali mancassero, nessuno ti diceva dove fosse giusto andare e quale fosse la via piu' rapida e sicura da scegliere.
 

Improvvisamente capi' meglio le parole dell'usignolo, il quale le aveva ricordato gli innumerevoli ostacoli che avrebbe incontrato sulla propria strada e nello stesso tempo l'aveva invitata alla perseveranza, al coraggio e alla pazienza.

Capi' che, sulla Via della Conoscenza e dell' Evoluzione, non vi sono strade segnalate e chiaramente indicate, che permettano al viandante di proseguire con sicurezza e rapidità.

Il motivo è semplice: se tutto fosse definito ed il percorso facilitato verrebbero ad essere stimolate, una volta di piu', la pigrizia e la passività e non vi sarebbe progresso, ma solo un movimento ripetitivo e meccanico, proprio cio' da cui lei si era voluta allontanare.


Il successo dipende da innumerevoli fattori e nessuno ti dice quale strada tu debba imboccare. Forse perchè non c'è un'unica strada, uguale per tutti, ma molteplici strade. Ogni strada è quella giusta perchè ogni creatura, ha la sua strada.

 


E, proprio come aveva letto un giorno, in un libro famoso, non è il traguardo che conta, ma come tu percorri la strada. 

Questi pensieri la rassicurarono e rinnovarono il suo coraggio. Si accorse che molto tempo era trascorso e doveva assolutamente mettersi in moto. Aveva riflettuto abbastanza, era ora di andare, non poteva far aspettare il Gufo, non era educato.

Ma dove ?  Quale direzione seguire ? Quale riferimento cercare ?

Ad un tratto ebbe un'idea, in fondo lei stava cercando la Luce e la sua voce interiore era li' per guidarla, bastava mettersi all' ascolto e interrompere il flusso dei soliti pensieri.

Ed infatti la voce parlo':
" Sai, è tutto molto piu' semplice di quanto tu creda. Stai cercando la Luce? e allora non esitare: segui la Luce,
 


Guarda, il segno che cerchi è proprio li', davanti a te. Apri il tuo cuore, i segnali sono molteplici e aspettano solo che tu voglia posare il tuo sguardo, con attenzione e fiducia.
Lo vedi il riflesso, proprio davanti a te ?  Guarda com'è potente, ti sta aspettando, è qui per te ed è la risposta alla tua domanda.

Va' tranquilla, non esitare.
Quella è la direzione giusta ed il Gufo ti attende".

E cosi la pecorella, con rinnovato coraggio, si mosse in direzione della Luce.

sabato 15 marzo 2014

Ultimi acquisti

Venerdi scorso sono tornata da Gabrielle, non cercavo niente di particolare; in fondo mi piace andare a trovarla anche solo per vederla brevemente e fare un rapido giro fra gli scaffali e i mobili appena arrivati.
 

Come al solito ci sono sempre delle piccole novità; per tanto tempo cerchi qualcosa e poi, ad un tratto, ve ne sono contemporaneamente due o piu', come se i tuoi desideri si fossero avverati ed il destino ti desse l'opportunità di scegliere. 


Venerdi scorso, dunque, sono andata al mio Broki affezionato e mentre gironzolavo per il negozio provavo una strana sensazione: un misto di curiosità e di delusione. Mi sembrava davvero impossibile non trovare qualcosa ed essere costretta a tornare a casa a mani vuote.
 

Vale la pena di precisare che chi, come me, ha questo hobby, sa che vi sono giornate speciali e giornate normali. Mi spiego meglio.  

A volte so che non trovero' nulla e allora parto da casa con una forma di rilassatezza curiosa, ma già appagata. Altre volte invece, è come se un oggetto che ancora non conosco mi chiamasse, mi facesse una telefonata telepatica e mi attirasse a lui.

Quando mia sorella leggerà queste frasi penserà (e uso un eufemismo), che come al solito ho troppa fantasia; io invece so che quando mi giunge quella strana telefonata, sono sempre sicura di trovare qualcosa.

Insomma, mentre passeggiavo fra gli scaffali, ho visto una coppia con le braccia cariche di vasi e coccetti, che si attardava al reparto degli oggetti in rame. Rigiravano fra le loro mani le stesse supellettili e sembravano essere interessati a tutto.

Mi sono avvicinata e ho fatto finta di curiosare fra i vetri e cristalli che si trovavano poco lontano ed intanto, con la coda dell'occhio, sbirciavo fra i loro acquisti. Fortunatamentre ho subito notato che erano interessati a oggetti che non corrispondevano al mio gusto e cosi, appena se ne sono andati, ho a mia volta messo mano nel disordine che avevano lasciato.


Che ne dite, sarà stato lo stampo per la torta alle pere e ciccolato che mi ha fatto la famosa telefonata?      Pensate volesse aggiungersi alla mia collezione?

 

Ebbene no, la telefonata l'ho ricevuta da questo tavolino da cucito, che mi aspettava tranquillo tranquillo, in un angolo nascosto del negozio.  Stranamente non si trovava dove mi sarei aspettata di vedere un'oggetto della sua fattura e quando ci siamo incontrati è stato un amore a prima vista. Cosa ne pensate: sarà stata Gabrielle a posizionarlo volutamente in un passaggio poco frequentato e segreto? Non ho la risposta, ma mi piace pensarlo.


Questo è il risultato finale dopo che l'ho pulito ben ben grazie ad un prodotto che il mio caro amico Alberto (un altro appasionato di brocantes) mi ha regalato tempo fa. Non è stata un operazione complicata poiché è in buono stato; forse l'anziana proprietaria aveva smesso di cucire e ricamare e allora se ne è liberata.


Per il momento l'ho messo vicino alla porta di accesso al terrazzo, ma sono sicura che si sposterà sovente, insieme alle modifiche di arredamento e tessuti a cui regolarmente mi dedico. 

Al suo interno ho immaginato spolette di filo, nastri e portaspilli, ma posso mettervi soprattutto le chiavi e gli oggetti che sono utili e che non trovo mai quando ne ho bisogno. 

 
 
Ad uno sguardo superficiale sembrerebbe avere due cassetti, ma in realtà i cassetti sono tre. Quello in basso è molto ben nascosto ed ha una profondità che mi fa pensare al posto in cui venivano riposti i gomitoli di lana. In ogni caso potrebbe essere anche un cassetto segreto poiché è ben  mimetizzato.


Si tratta di un oggetto senza pretese, ma accurato, in grado di allietare un angolo di casa con un calore semplice ed accogliente.

  particolare dei cassetti


Magari un giorno lo rivendero' per pochi soldi, ma ora me lo voglio godere ed ogni volta che il mio sguardo si posa su di lui lo trovo bello ed aggraziato.

 

A dire il vero quello stesso giorno ho anche trovato uno specchio il cui ovale, lineare e semplice, è molto elegante ... ma ho promesso a me stessa che avrei fatto un post breve breve, dello specchio allora non dico niente, sarà per un'altra volta.
 
 

Non mi resta che ringraziare chi ha voluto condividere la mia passione e avrà letto volentieri la mia semplice storia.    A tutti auguro un ottimo fine settimana e ... a presto.