domenica 21 giugno 2020

LA TRISTEZZA DEL GUFO




Non è possibile immaginare che il Gufo sia triste eppure, da qualche giorno, il suo sguardo è pensoso e il suo stato d'animo piu' riflessivo del solito.

Chi lo frequenta, sa che il Gufo non conosce la tristezza per il semplice motivo che la Saggezza  - che tutto vede e tutto comprende - non puo' dubitare della giustezza delle cose. Eppure, il nostro Maestro, ha qualcosa di triste nello sguardo, come un velo di malinconia, un peso sul cuore.

Allora stamattina, nel bel mezzo di una lezione, quella chiaccherona della cinciallegra, non ha saputo resistere ed è intervenuta chiedendo spiegazioni.




- Scusa Maestro, io e il pettirosso abbiamo notato che in questi giorni tu sembri triste e piu' pensieroso del solito. C'è qualcosa che ti turba? Qualcuno di noi ti ha offeso?

Credevamo fosse un periodo felice: dopo tanto tempo è arrivato un nuovo studente e noi gli abbiamo fatto festa.

E poi là fuori, nel mondo profano, dopo l'epidemia che ha immobilizzato il Mondo, sembra che la vita abbia ripreso i soliti ritmi e le persone siano di nuovo felici.

Insomma, si direbbe che tutto vada per il meglio e allora non capiamo cosa sia successo e perché tu sia così malinconico!

Il Gufo si aspettava questo intervento, fra lui e i suoi studenti si era creata una corrente invisibile e ciascuno, anche il piu' distratto, era impregnato della stessa energia; di conseguenza la loro comunicazione era "sottile" e non aveva bisogno di tante parole.
Esattamente come avviene fra le persone che si amano profondamente.






Il "vivere insieme" è un atto magico. Produce giovamenti o indesiderate conseguenze, tutto dipende dall'energia che ogni componente produce.

Inutile dire che, alla Scuola del Gufo, regnava un'energia talmente creativa e sincera che tutti ne beneficiavano. Il fatto di percorrere la stessa strada, rendeva le vite di ognuno come le note di una stessa melodia, come gli organi di uno stesso corpo, che insieme si accordano e funzionano per il mantenimento dello stesso Bene.






Come al solito, il Gufo non esito' a rispondere e a chiarire il proprio stato d'animo.

- Avete ragione miei cari - rispose con la voce carica d'affetto - da qualche giorno tante considerazioni affollano la mia mente ed avete diritto alle mie spiegazioni. Ma prima di tutto vorrei salutare ufficialmente e a nome di tutti il nuovo arrivato: l'asinello Marcello! Nuovo fratello e compagno di percorso.




- Non essere timido Marcello e  sappi che siamo molto felici del tuo arrivo! Ed io, che già conosco la tua storia, so che sei molto intelligente e coraggioso. Quando ti sarai ambientato e sarai piu' tranquillo, ci racconterai della tua vita e di tutte le esperienze che hai conosciuto.
Sono sicuro che, dopo aver udito le tue parole, tutti ti ammireranno molto e saranno contenti di sapere che un tipo come te, apparentemente semplice e inoffensivo, nasconde sotto al suo pelo, il cuore di un eroe.

- Racconta, raccontaci subito. Strillarono in coro gli scoiattoli!












Marcello, poco abituato ad essere al centro dell'attenzione, sposto' teneramente il muso ed abbasso' i suoi occhi ... ma il Gufo subito intervenne!











Gli scoiattoli, con la loro esuberanza, sono l'esempio lampante, della meccanicità umana. Non ha importanza se pochi minuti prima eravate concentrati su qualcosa che credevate molto importante, ad un tratto qualcosa di nuovo vi attrae e la vostra attenzione si sposta.
In pochi secondi vi dimenticate di tutto.

Se la curiosità può essere positiva, la mancanza di coerenza e di attenzione non vi permettono mai di raggiungere gli obiettivi che vi eravate fissati. Ecco perché molte persone non concludono niente di particolare e poi sono insoddisfatte della loro vita!

Ma non è questo l'argomento di oggi!




Avete notato la mia malinconia e devo confessarvi che dopo la mia ultima visita al di là del parco, sono tornato a casa con un peso sul cuore. Fortunatamente ci siete voi ed il nostro Mondo: il Cammino che noi compiamo rinnova il mio coraggio e gratifica il mio impegno, ma cio' che mi procura malinconia è quello che vedo e che accade proprio vicino a noi, oltre la recinzione.

Dopo l'epidemia, il mondo là fuori, è diventato ancora piu' inospitale e la vita della gente è per molti versi piu' difficile.
La gente crede che, ritrovando l'antica libertà, tutto ridiventi gioioso e appagante, forse persino piu' gratificante di prima, ma sta accadendo esattamente il contrario.

Volando qua e là nelle strade, spiando alle finestre, ascoltando le parole o scorgendo i volti della gente (quando non sono nascosti da queste assurde mascherine), ho sentito come un'aggressività supplementare, un'inquietudine maggiore, una fragilità ancor piu' evidente.






Ogni volta che l'essere umano è confrontato ad un grande dolore o a una grande paura, si trova ancora piu' confuso di prima. Qualcosa ha rotto il suo precario equilibrio e molti punti di riferimento, anche se traballanti o illusori, sono venuti a mancare, ma soprattutto - quanto è accaduto - ha fatto emergere la piu' grande paura che l'uomo conosca: quella della morte.

A questo punto, la vita diventa ancor piu' imprevedibile e minacciosa.

Non è una questione di coraggio ... ma di Coscienza ed in un mondo in cui manca la Coscienza, tutti hanno paura.
Paura di vivere e sopra ogni cosa,  paura di morire.

I grandi convogli di bare o le fosse comuni, ma anche piu' semplicemente il timore del contagio, hanno scatenato il terrore ancestrale della morte, quella Cosa a cui nessuno vuole pensare.

In fondo, quante persone muoiono in un giorno senza che venga detto nulla, è un fatto talmente normale che è diventato banale, eppure, le immagini divulgate dalle televisioni hanno ricordato a ciascuno quello che in fondo non avrebbe mai dovuto dimenticare o ignorare:

Ricordati che devi morire.

Ricorda che hai un appuntamento sacro che ti attende. 
Vuoi veramente continuare a perdere tempo?


Ecco perché sono triste. Perché l'uomo vorrebbe convincersi di essere eterno e fa di tutto per dimenticare, per non pensare e per non vedere. Da questa volontaria ignoranza, non può nascere nulla di buono.





Ed io chiedo a Voi, miei dolci studenti:

Pensate sia possibile che il mondo migliori se i suoi abitanti continuano ad essere immersi in un  sonno che li fa superficialmente commuovere davanti a certe immagini, ma li fa immediatamente dimenticare il senso della propria esistenza?

Pensate possano esserci dei miglioramenti su questo meraviglioso pianeta, se ogni decisione è suggerita dalla paura e dalle emozioni negative, dalla diffidenza e dal controllo?

Com'è possibile che vi sia un reale progresso, se nessuno riflette sullo scopo della propria vita, sulla ricchezza di ogni singolo istante, sullo scopo evolutivo che tutti accompagna ... fin dal primo respiro?

Ecco la ragione della mia malinconia, Tesori miei carissimi.

Forse sono solo un vecchio gufo disilluso e troppo saggio per criticare le cose del mondo, e poi so bene che la malinconia è una emozione inutile e dannosa, ma la sorte del mondo mi addolora poiché la gente, anche dopo un grande scossone che aveva un lodevole scopo, vuole solo che tutto ritorni come prima e che, con qualche piccolo stratagemma, la morte si allontani e diventi meno reale.

In uno dei nostri Sommi Libri vien detto:
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir Virtute e Conoscenza...
ma forse non interessa a nessuno.




Miei adorati studenti, quando vi incontro nelle aule della scuola, fra i corridoi o nel giardino, ammiro grandemente il vostro coraggio e la vostra volontà.

Volete studiare per comprendere i segreti della Vita; vi mettete a nudo e affrontate le vostre ansie e paure.
Non vi lamentate e non accusate gli altri se per caso siete infelici.

Sono orgoglioso di ogni vostro sforzo e sacrificio. Vedo quando siete stanchi o scoraggiati, ma volete comunque avanzare; così come vedo e apprezzo, ogni vostro tentativo a voler elevare lo Spirito, a voler cambiare i vostri pensieri e abbandonare le vecchie e consumate credenze.





Poi vedo quello che accade là fuori e allora vorrei raccogliere qui, insieme a noi, tutti quelli che sentono ancora qualcosa. Quelli che si fanno le domande, quelli che vorrebbero capire, ma non sanno dove dirigere lo sguardo.

Vorrei radunare quelli che si sentono soli e che hanno voglia di guardare oltre.
Oltre quello che accade, oltre quello che viene detto, oltre la paura di tutti.
Quelli che sentono dentro al proprio cuore: un palpito di vita, una goccia di audacia, un pizzico di Amore.

Ecco, vorrei dire loro:
"Alzatevi, imparate a camminare e a reggervi sulle vostre gambe.
Non ascoltate quello che dice il mondo, disubbidite, non conformatevi, non rassegnatevi, non piangete.
Avete un immenso tesoro dentro di voi, una Luce che attende di essere svelata ...
dal vostro coraggio, dalla vostra passione, dalla vostra indipendenza e dal vostro impegno".

Smettete di lamentarvi e di esprimere giudizi, incominciate da una piccola cosa: incominciate col dare una carezza.
Si, date una carezza al primo che passa, anche se non capisce, anche se si ritrae.
Dategli una carezza senza aver paura di rimanere contagiati".






L'intera Scuola del Gufo vi manda una carezza.
Vogliamo sfiorarvi il cuore e la mente.
Vogliamo ripetere senza sosta: "Fratello, Sorella, non avere paura".

Qualsiasi protezione il mondo voglia attuare, non potrà prolungare di un giorno il destino di ognuno.

Ma il coraggio di vivere, l'audacia di sperimentare e la passione che anima il cuore, quelle invece hanno il potere di trasformare il pianeta e di rendere il mondo piu' bello!

Nessuno è solo e la sorte degli individui non dipende dalle piccole congetture delle menti umane, ma dalla mirabile visione di un Grande ed Universale Architetto.

Perché dunque avere paura?
Perché temere per la propria sorte, quando tutto è Esatto, tutto è Perfetto, tutto è Bene!

Questa è la nostra Fede, questa è la gioia della nostra Scuola, questa è la passione della nostra Vita!

Ricevete allora una carezza e, con essa, tutta la dolcezza del nostro cuore.







venerdì 5 giugno 2020

Un nuovo studente arriva alla Scuola del Gufo




In questi giorni di tarda primavera, alla Scuola del Gufo c'è un insolito fermento; le giornate, normalmente scandite dallo studio e dal silenzio, da qualche giorno risuonano di insoliti rumori e da una straordinaria animazione.

Ciascuno è impegnato in un compito nuovo, le aule sono vuote, le finestre spalancate e i quaderni temporaneamente risposti sugli antichi scaffali, nella grande biblioteca.

Uomini e animali sono impegnati in una allegra ed unica danza; ciascuno svolge il compito assegnatogli con entusiasmo e passione; qui non esistono sforzi, fatiche o pigrizia ed ognuno è profondamente consapevole che il proprio contributo serve al benessere e alla felicità di tutti.




l giardino poi, è un apoteosi di colori; le rose, impegnate ad esprimere il loro splendore annuale, si intrecciano con i primi gigli e con le viole non ancora appassite.

Fra i rami della grande quercia i passeri, le cinciallegre e gli usignoli, rivaleggiano festosi con le loro canzoni ed in una simile armonia ciascuno è convinto di vivere in Paradiso, anziché sulla Terra.




Per chi ancora non lo sapesse, la Scuola e il suo grande parco, sono immersi in un'energia speciale.
E' una brezza leggera,  come un fermento di vita, un'onda continua di benessere e di gioia.

Chiunque vi giunga dopo aver vissuto nel vecchio mondo, ne rimane stupito ed all'inizio ne é frastornato.
L'aria è talmente limpida e pura, che il corpo fatica ad assestarsi sulla sua vibrazione; è come quando si esce da una lunga e buia galleria e si rimane accecati dalla luce del sole.

Il Gufo dice che è una questione di purezza, di purezza energetica.

Queste sono le sue parole:

Qui l'energia è continuamente trasformata dal reciproco impegno, dalla volontà condivisa da tutti a voler migliorare e a scegliere il Bene.

Le nostre intenzioni di Elevazione e di Coscienza, hanno delle ripercussioni benefiche sul mondo circostante, rendendolo sano e con una vibrazione piu' consona alla nostra salute ed al nostro progresso.

Là fuori, invece, nel mondo che tutti conoscono, l'energia è pesante, confusa e spossante. E' come una nebbia fitta, intessuta di emozioni dolorose, composta da uno spessore strano che sembra potersi tagliare.


a foggy sunday morning... — Outside the Line


Al di là del cancello, le emissioni inconsapevoli degli uomini, le loro rabbie e paure, i ricordi, le invidie e le chiacchiere inutili, danno vita ad un'amalgama pesante e dura, un liquame strano che rallenta ogni cosa. Nessuno se ne accorge, nessuno ne comprende l'origine, ne è immerso, lo sente su di sé come un abito pesante e stretto, ma non sa come toglierlo.

Qui da noi invece, tutto è diverso e la beatitudine di questo luogo, che puo' sembrarvi  un dono divino, in realtà è creata da voi stessi, dal lavoro spirituale che avete scelto e dagli sforzi che ogni giorno accettate di fare. 

Ognuno porta la propria pietra alla costruzione dello stesso e grande edificio.


Del resto lo avete sperimentato su voi stessi: una volta superati gli ostacoli e le paure con cui la vostra mente aveva cercato di frenarvi, avete scoperto di trovarvi talmente bene,  che nessuno ha piu' pensato di tornare indietro, di tornare a vivere nel suo vecchio mondo.



Ogni nuovo arrivo,  poi,  è un avvenimento raro e prezioso, un' ottima occasione per fare festa insieme. 

Chi giunge fra di noi deve sapersi atteso ed accolto, deve sentirsi apprezzato e subito amato.


Naturalmente il Gufo sapeva con diversi giorni d'anticipo quando un nuovo studente stesse per arrivare.  Solitamente erano animali, piu' raramente degli uomini.

La Scuola era come una calamita potente e quando qualcuno del mondo esterno era pronto, veniva automaticamente attirato in quel luogo misterioso. 

Per un incredibile congegno, la strada che agli occhi della gente comune rimaneva invisibile, diventava per altri, chiara e sicura e così una nuova creatura suonava il campanello e varcava la soglia.


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In quei giorni di attesa, nei corridoi e nelle aule, aleggiava una dolce frenesia; c'era chi si affaccendava in cucina, alcuni tagliavano il prato, mentre altri accordavano voci e strumenti in onore di quel nuovo incontro.


Il Gufo affermava che il primo momento era molto importante.

Era esattamente come quando si nasce o si muore e si entra, per la prima volta, in una dimensione nuova e sconosciuta.

Il nostro primo passo - che si tratti del primo respiro o dell'ultimo - è un momento solenne che va degnamente festeggiato; è come quando andiamo a trovare qualcuno ed egli ci accoglie con calore ed affetto, anziché con timore od esitazione.

Il nostro benessere, all'interno della sua casa, molto dipenderà da quel primo istante, dallo sguardo che si è posato su di noi; dalla confusione e dal rumore o dal garbo e dalla dolcezza che ci verranno incontro.

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Naturalmente, il Gufo, nella sua profonda e generosa saggezza, non lasciava mai un insegnamento in sospeso ed allora aveva ben spiegato quanto i primi istanti della nascita e della morte, siano fondamentali. Ed infatti riprese subito il discorso:

Oggi, la nascita e la morte, sono stati privati del loro piu' intimo e profondo significato. Si viene a questo mondo e lo si lascia, in luoghi anonimi e privi di calore; in luoghi sovente pieni di dolore in cui troppe energie si sono mescolate e confuse.

La nascita, cosi intima e naturale, è stata ammantata di timori e di pericoli e la morte, talmente sacra e misteriosa, è diventata qualcosa da temere e da combattere.

Questi errori di pensiero, hanno conseguenze gravissime su quella che sarà la permanenza in quello specifico mondo e sovente comprometteranno, tutta l'esistenza.

Nascere, morire, svegliarsi ogni mattina od entrare ufficialmente in questa Scuola sono la stessa cosa: sono trasformazioni energetiche, sono il passaggio sacro e perfetto da una dimensione ad un'altra, come l'oltrepassare un confine, attraversare un velo e cambiare scenario, pur rimanendo sempre  nello stesso Universo.




Quanti insegnamenti preziosi riusciva a comunicare il Gufo.
Ogni cosa lo ispirava ed ogni circostanza era buona per suggerire nuove riflessioni.

Ogni volta che parlava era come se ti avvolgesse con un'intensissima energia d'amore; come se ti accarezzasse con un battito d'ala, con la dolcezza del suo sguardo e con il magnetismo della sua presenza. Era veramente una creatura misteriosa, forse divina.

Qualsiasi cosa tu stessi facendo, ti interrompevi all'istante e diventavi incapace di fare altro, di distrarti o di perderti; la voce del Gufo era talmente calda e vibrante che penetrava il tuo essere e ne eri trasformato.

Ecco spiegato il motivo per cui nessuno rimaneva indietro, nessuno era un peso per gli altri; tutti capivano, tutti lavoravano e tutti condividevano la gioia.


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Intento a spostare una vecchia finestra, nonostante lo sforzo di sollevarla con cura ed attenzione, il Coniglio Serafino non riusciva a distogliere l'attenzione da quanto aveva appena udito. Aveva ascoltato ogni parola e ne aveva percepito il benefico effetto, tuttavia alcune domande dimoravano ancora senza risposta.

Improvvisamente una serie di intensi ricordi affollo' la sua mente.

Vide i suoi genitori rinchiusi in quella vecchia gabbia in campagna, intenti a mangiare erba, a raccontarsi qualche fatto di cronaca o a starsene vicini sfregando il loro piccoli musi. Vivevano in una  grande fattoria, avevano a disposizione una celletta con morbida paglia e il cibo non mancava, eppure fra quei conigli regnava la paura, un'ansia quotidiana fatta di dubbi e di timore.

A nutrire la loro ansia contribuiva sempre il solito ed inspiegabile fatto: improvvisamente arrivava il fattore e uno di loro, di solito fra i piu' grassocci, spariva per sempre.

Purtroppo nessuno tornava a raccontare così gli fosse successo, per cui tutti vivevano portando costantemente nel cuore la preoccupazione che, da un momento all'altro, sarebbe accaduto l'irreparabile.

Forse, come aveva appena detto il Gufo, i conigli cambiavano scenario o forse passavano dalla vita alla morte con l'aiuto del contadino; certamente pero' e a qualsiasi categoria di animale tu appartenessi, nascita e morte rappresentavano da sempre uno dei piu' grandi enigmi.






Mentre Serafino, fra un pensiero e l'altro, finiva di trasportare la vecchia finestra arrivo', dall'alto del cielo, un festoso cinguettare.

Arrivaaaa, arriva qualcuno. Riunitevi tutti, fate presto, è quasi al cancello!

La gazza, pettegola e curiosa, era uscita dal parco per inoltrarsi nell'unica strada che portava alla Scuola. 
Naturalmente non era la sola ad essere uscita, numerosi passerotti e il piccolo falco l'avevano seguita. Tutti volevano vedere il nuovo arrivato, ognuno voleva essere il primo a scorgerlo, tutti erano curiosi di scoprirne le sembianze, l'espressione e l'andatura.

Poi avrebbero fatto a gara per tornare veloci nel parco ed avvisare gli altri; orgogliosi di averlo già visto, onorati da quella scoperta.





Fra coloro che si erano inoltrati fuori dal parco, regnavano la sorpresa e la curiosità.

Nessuno credeva ai propri occhi, il nuovo arrivato era un misto di eleganza e di spontanea goffaggine, camminava lentamente con un'aria assorta e pensierosa. Ogni tanto alzava la testa per annusare l'aria,  faceva finta di guardare le piante perché sapeva di essere osservato; ciononostante non si fece premura né fu imbarazzato, voleva semplicemente godersi quegli istanti preziosi prima di compiere il grande passo.

Sembrava conoscere l'importanza di quel luogo e voleva assaporare ogni secondo, come se sapesse che stava nascendo e nello stesso tempo morendo a qualcosa. 
Qualcosa di vecchio e che si lasciava alle spalle; una vita che non voleva piu'.

I suoi passi rimbombavano sui sassi del viottolo e si udiva anche un piacevole mormorio, come se stesse cantando.

Che bel tipo! - penso' la gazza.
Il nuovo arrivato mi piace! - rimbecco' il falchetto. 

Intanto la martora, che quel giorno era di turno al cancello, usci dalla guardiola ed ebbe un attimo di esitazione. 
Chi era il tipo dalla aria simpatica che stava arrivando? Chi era il nuovo e bizzarro ospite?

Si sporse un pochino, si sollevo' sulla punta dei piedi ed allungo' il muso per scrutarlo meglio.

E allora vide un cappello di paglia, tanti fiori ne abbellivano la tesa e una corona colorata faceva da cornice ad un lungo muso grigio. 

Era qualcuno simpatico, dagli occhi tranquilli e pieni dolcezza.

Attorno a lui una nuvola di petali, due rosse bisacce erano piene di fiori profumati ed erano così abbondanti e vaporosi che gli ornavano interamente il mantello.

- Posso entrare? - chiese gentilmente. 
- Arrivo da molto lontano,  ma sono talmente felice che non sono nemmeno stanco.

- Devo suonare il campanello? Volete un documento?

- Un documento? Che stranissima idea!

- Il documento a noi non serve, molte sono le dogane invisibili che hai dovuto superare per arrivare fino a noi.   Sappiamo benissimo chi sei e ti stavamo aspettando.

- Ora puoi stare tranquillo, il piu' è fatto. Accomodati, entra pure!


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Il nuovo ospite era arrivato, 
si doveva far festa 
ed i fiori che gli ornavano il muso, 
erano un presagio di felicità.


lunedì 1 giugno 2020

REINVENTARSI E GUARDARSI DENTRO



Poem contest Step into this Vladimir Kush painting - All Poetry


REINVENTARSI


Il commento che IDK ha lasciato al mio ultimo post e del quale la ringrazio molto, mi ha fatto capire  una volta di piu', che il segreto e la bellezza della Vita sono gli Altri.
Gli Altri, nella necessità quotidiana ed impellente di relazionarsi con loro e di amarli.

Non ha importanza se li conosciamo, se il loro volto ci è noto o se rimane sconosciuto perché la condivisione, anche quella di un istante, ce li rende improvvisamente intimi ed amici.


Toute la beauté d'un tableau de Vladimir Kush... - AgoraVox le ...



L'Altro, è il piu' grande scoglio e la conquista piu' importante che la mia vita di essere umano possa concepire e quando parlo di conquista non mi riferisco al fatto che mi impossesso di lui, ma al contrario ... che mi lascio impossessare.

I drammi delle relazioni piu' intime, come le piu' superficiali, derivano dalla barriera invalicabile che metto fra me e loro ... per proteggermi e per paura di perdere qualcosa.

Vorrei amare ed essere amata, ma prima di aprire il mio cuore, costruisco un muro di condizioni e di regole che hanno scopo di controllare qualcuno o qualcosa ... per potermi difendere.

Rimango allora impotente, esitante fra il desiderio di condividere e il timore di farlo.

Per paura di essere ferita resto dietro ad una porta semi chiusa. Scorgo l'altro dallo spiraglio creato fra lo stipite e la porta, mi nascondo per sbirciare i suoi movimenti, per carpire le sue intenzioni senza pero' rivelare le mie.
Ho bisogno di una via di fuga, di un riparo dalla tempesta che potrei incontrare.

Eppure, quello spiraglio di luce che ad un tratto mi avvolge, mi invita ad oltrepassare la soglia, a trovare il coraggio di Essere, di vivere in pienezza ogni esperienza della Vita,  rivelando la mia fragilità ed accettando di mettermi a nudo.

Decido allora di spalancare la porta e lasciare che il suo vento mi avvolga, distruggendo ogni vecchio concetto, ignorando ogni antica paura.



Vladimir Kush (1965 - ) - Catawiki


Ed improvvisamente l'Altro, qualunque sia il suo nome, il suo viso o la sua forma, diventa come il vento impetuoso di marzo che porta con sé la primavera e le sue gioie, ma può scoperchiare il tetto e distruggere ogni mia protezione e finta sicurezza.

Ma oggi dico: Che importa!

Voglio prendere il rischio di andargli incontro, di dirgli una parola buona, di esprimergli il mio affetto anche se si schermisce, se si ritrae o sarà lui - questa volta - che correrà a nascondersi.

Quanto bisogno di amore esiste, là fuori, nel mondo solitario e confuso in cui le creature arrancano e si cercano, si temono e si perdono. Quanto desidero di una carezza, di un complimento detto col cuore o di un  semplice sorriso.

Non ha importanza se l'Altro sia il coniuge, i figli, o chi mi siede di fronte nel treno. L'Altro è la mia proiezione, la mia ombra ed il mio dramma, l'altro sono io, in un riflesso perfetto.


Scissors – Vladimir Kush – Widowcranky


GUARDARSI DENTRO


Ed allora decido di entrare nella profondità delle mie paure per guardarle in faccia e provare a vincerne qualcuna. Sono certa che che se lo farò verrò ricompensata.

Prima di entrare in relazione con l'altro, creo una conoscenza piu' profonda di me stessa.

Prendo il tempo di stare da sola, di stare in silenzio, per sentire gli impulsi, le tensioni e i desideri che mi animano.
Vedo la mia tendenza a soffocarli, osservo le  ripetute menzogne e il mio precipitare inconsapevole nelle solite rimozioni.

Tutto si ripropone a me in una danza meccanica: paure ed entusiasmi, confusioni e certezze.

La Vita si impone perché esige che io migliori, che io esca - almeno per un istante - dall'inquietante sonno che sempre mi avvolge.

La Vita vuole che io viva, che non mi lamenti, ma che goda semplicemente dell'istante in cui Sono, in cui comprendo che Esisto ... in un Attimo Senza Tempo.


Meet Vladimir Kush, the Painter Suing Ariana Grande - Artsy


In quell'Attimo Senza Tempo le paure non hanno piu' spazio perché non esiste il giudizio, né la diversità.

In un lampo di verità,  l'Altro si è imposto a me in tutta la sua semplice ed autentica bellezza.

E' la visione di pochi secondi, è una certezza subito inghiottita dai soliti pensieri, eppure - in quell'attimo - ho visto l'Altro e mi sono specchiata in lui e siamo diventati una cosa sola.


Butterfly Apple by Vladimir Kush | An Optical Illusion



Ho avuto per tanto tempo paura, ma oggi godo di una nuova Libertà.

Ho esitato lungamente, coltivando dubbi e resistenze, ma oggi ho scelto di abbandonare quell'inutile corazza che doveva difendermi e che mi rendeva infelice.

Oggi ho capito che vale sempre la pena di impegnarsi, di varcare la soglia e di spalancare la porta.

Il timore del giudizio degli altri è una prigione terribile. Rimanerne bloccanti significa rinunciare a vivere e soffocare ogni piu' intima forza. Da quando ne ho percepito il mortale grigiore, ho scelto di battermi, per conquistare me stessa.

Lasciare il buio delle rassicuranti abitudini per avere il coraggio di osare e di rischiare, mi ha portato la forza ed una incredibile pace.
La mia vita è cambiata, nulla è piu' come prima.
Mi basta allungare il braccio per afferrare qualcosa e tutto diventa un magico scambio, una danza festosa.

Ed allora, con una nuova presenza, poso il mio sguardo sul Mondo e vedo che la Vita, ogni giorno di piu', è un'opportunità benedetta, un'occasione da non sciupare, è un fiore che sboccia, è un raggio di sole che scalda od una goccia di pioggia che pulisce e disseta.

La conchiglia si apre, le difese si rompono ... ed appare la Vita.



Sunrise by the Ocean” by Vladimir Kush. - GIF on Imgur



Grazie a IDK e a Vladimir Kush per i suoi dipinti.

sabato 23 maggio 2020

NON AVERE PAURA




Dalla mia casa sul lago vedo il mondo e ho deciso di scrivere.

La vita, poco a poco, sta riprendendo. E' un fluire incerto, esitante e confuso, ma qualcosa riemerge.

Camminando per le strade od entrando nei negozi, sono confrontata ai dubbi che ancora covano sotto la cenere delle recenti emozioni. La gente è indecisa: non sa se continuare a proteggersi o se dare il via alla solita baldoria. Qualcuno si aggrappa a mascherine e guanti per esorcizzare la paura, altri vorrebbero prolungare il periodo di calma e di lentezza appena vissuto, ma la maggior parte ha già deciso: buttarsi a capofitto nella movida cosicché l'angoscia, provata sfiorando l'idea della morte, venga dimenticata al piu' presto.




Quanto a me, lascio con dispiacere l'isolamento e il silenzio delle settimane trascorse perché le ho trovate molto utili, un tempo benedetto. Ci è stata offerta una grande occasione e se il mondo spaventato ne ha visto solo il dramma, io vi ho scorto un regalo del Cielo.

A qualcuno questa frase sembrerà azzardata od offensiva, ma io sono fatta così, appartengo ad un altro mondo.
Ed è da questo mondo che mando una carezza a chiunque si troverà a leggere queste righe, nel piacere della condivisione e di un istante passato insieme.

In verità, questa carezza mi fa pensare a tutti gli stratagemmi messi in atto in questi giorni per creare, fra le persone, una distanza sociale apparentemente utile. Se, solo qualche mese fa, ogni nostro simile  rappresentava una minaccia potenziale e le relazioni fra gli esseri umani erano già difficoltose, oggi é sicuro: l'altro è un vero e proprio pericolo, un nemico in carne ed ossa, qualcuno che attenta alla mia incolumità e alla mia salute. Un virus da tenere alla larga.

L'altro giorno sono andata in banca, al mio solito sportello, ma tra me e l'impiegata c'erano il nuovo vetro in plexiglas, la mascherina e i guanti ed ho provato un profondo senso di tristezza e di disgusto.
Uscita dalla banca, dopo pochi passi, ho incontrato una coppia di amici: marito e moglie. Avevano entrambi la mascherina a valvola nera ben calata sul volto; non appartengono a nessuna categoria a rischio eppure erano così ben mascherati che li ho riconosciuti solo all'ultimo momento.
Inutile aggiungere che i miei colleghi che lavorano dietro ad uno sportello in vetro, oltre ad aver incollato un ulteriore filtro di plastica nella fessura che ha lo scopo di far passare la voce, usano mascherine e guanti, ma ho anche visto chi - in stanza da solo e davanti al proprio computer - si tiene addosso la mascherina e non molla nemmeno i guanti.
Infine c'è chi ha la stessa mascherina da 2 mesi e rincolla gli elastici piu' volte schiantati.


 Proprio per questo, mentre allungo la mano per darti la carezza vorrei dirti: non avere paura.





Quando il mondo ha paura e fa di tutto per farti credere che la paura sia la piu' sana delle risposte, tu non ascoltarlo poiché la paura allontana, interrompe ogni tua risorsa interiore e ti chiude in una terribile prigione. Quando hai paura, non hai la forza di fare nulla, ti senti inerme e precipiti, insieme a tutti quelli che come te hanno paura, in una condizione terribile che ha il sapore della morte. Chi ha paura è già morto.



Chi ha paura è bloccato e vuole, in uno strenuo quanto inutile tentativo di controllo - bloccare tutti, bloccare il pensiero, le riflessioni, addirittura il battito del cuore. In effetti la paura blocca ogni sentimento ed il cuore si chiude ... perché ciascuno pensa solo a salvare se stesso.

La paura è il virus piu' pericoloso che possa insinuarsi nelle nostre menti, è la malattia piu' grave di cui si possa soffrire, eppure i pensieri comuni del mondo ne promuovono il contagio.

La paura è un morbo infido, molto piu' pericoloso del peggiore dei virus, perché si impone come alibi sociale. Chi ha paura esige che tutti condividano lo stesso, terribile, sentimento come se la paura collettiva ... calmasse l'ansia o riuscisse a dare coraggio; ma la paura chiama altre paure e tu non lo sai.

Per chi ha paura, non vi saranno mai garanzie o  rassicurazioni sufficienti; la paura esigerà sempre ulteriori sacrifici, azioni e controlli, nell'illusione che si possa fare qualcosa per salvare se stessi e diventare eterni.





Negare la morte, arrabbiarsi od emozionarsi davanti al dramma di tante partenze collettive, avvenute in una solitudine ancora piu' esasperata del solito, non produce alcun serio risultato se non quello  di farci sentire - una volta di piu' - impotenti e in balia di un assurdo destino.

Immersi nel nostro confortante vittimismo, non facciamo che scappare da noi stessi, ignorando il bisogno piu' profondo che la nostra anima possiede: quello di guarire.

Accusando qualcuno all'esterno ci allontaniamo dalla verità, obbligandoci a passare da una sofferenza ad un'altra, senza mai comprendere nulla.

Georges I. Gurdjieff diceva che l'uomo soffre inutilmente perché non vuole cercare il significato di quanto gli accade. Una sofferenza di cui non si comprenda il senso è destinata ad essere una sofferenza inutile e dovrà inevitabilmente ripetersi.

Ed allora voglio gridare con forza, che tutto è giusto e perfetto ed al mondo intero é stata data la meravigliosa opportunità di fermarsi per guardare dentro alla propria vita e cominciare ha cercarne il significato. Non è il messaggio rivolto ad un uomo, ad una città o ad una nazione, è un messaggio rivolto al mondo intero perché il mondo - per la prima volta - è stato obbligato a fermarsi.

Che straordinario miracolo!





Fino a che coltiveremo la paura e ci inventeremo nuovi sotterfugi per alimentarla, non faremo che aumentare quel doloroso senso di alienazione che già tanto attanaglia le nostre povere vite.

Niente di quanto ci accade è sbagliato od assurdo. Tutto è funzionale al nostro progresso e  - alle teste e ai cuori duri che ci portiamo addosso - la vita può solo insegnare attraverso le difficoltà e la sofferenza.

Quale sarà il prossimo virus da cui dovremo difenderci, quale catastrofe naturale dovrà caderci addosso prima di capire? In virtù' di quale divina concessione pensiamo di non dover morire?

Mi vengono in mente le parole di Ezio Bosso riguardo la sua malattia:

"Ho smesso di domandarmi perché. Sono certo che ogni problema è un opportunità."

Per poi aggiungere: "Migliorare se stessi non è qualcosa che avviene normalmente col tempo, ma è un impegno costante, faticoso ed esasperato che va rinnovato cento volte al giorno".