mercoledì 15 maggio 2013

CREDERE   IN   NOI   E'   MOLTO  DIFFICILE


Voglio riprendere i pensieri del post precedente per cercare di capire
 CHI SONO IO VERAMENTE
  
Per realizzare questa operazione, desidero allontanarmi quanto piu' possibile dagli stereotipi e dalle immagini superficiali che ciascuno di noi ha di se stesso e voglio evitare descrizioni banali e scontate.

 
 E' mia intenzione far cadere quelle inutili ed assurde maschere con le quali mi presento al mondo e delle quali mi servo per nascondere le mie debolezze e le mie paure. Voglio capire fino in fondo e nella maniera piu' sincera possibile, CHI SONO, quali sono i miei talenti, quali sono le linee del mio destino e soprattutto come si sono fino ad oggi manifestate le mie incertezze e le mie fragilità.

 
 Ma non ho ancora incominciato ad osservarmi, ancora non ho provato a capire chi sono veramente,  che mi sento improvvisamente invasa da una strana sensazione, come un senso di vuoto. Impercettibili ostacoli interiori mi impediscono di avanzare. Sento come un freno, una barriera invisibile - fatta di esitazione, paura e confusione - non mi permette di avere la percezione della mia presenza, del mio corpo e delle mie emozioni. Qualcosa, davanti a me, non mi permette di procedere.


Sono imprigionata in un mentale che mi suggerisce le solite frasi e le solite idee, ho una visione di me ripetitiva e sommaria, qualcosa che si è costruito nel tempo, quasi a mia insaputa e si è basato sulle considerazioni provvisorie e meccaniche dei miei genitori, dei miei amici, delle persone che pensano di conoscermi e che dicono di amarmi.
Mi rendo allora conto di quanto sia difficile avere di me stessa una sensazione attenta e consapevole, come una forma di vigile presenza che mi metta in contatto con la mia Essenza e con la mia voce interiore; non riesco a fare silenzio dentro di me, nella mia testa innumerevoli voci parlano e mi suggeriscono idee e personaggi diversi, sovente in contraddizione fra di loro, antagonisti e sempre fra di loro rivali.

Penso una cosa e poco dopo penso il suo opposto, 
sono convinta di un'idea e il giorno dopo affermo il suo contrario.
Dove sono IO in questo bailamme disordinato di suoni, di pensieri e di azioni?


  
 Le mie giornate trascorrono in una frastuono esterno ed interno, mi servo del rumore, degli impegni, delle chiacchiere per riempire un vuoto, per non pensare a me, per calmare l'angoscia della mia solitudine. Vivo sempre e solo in superficie, come se scivolassi sui fatti della vita senza voler né poter capire cosa mi accade veramente.
Realizzare un percorso all'interno di me ... mi spaventa, ho paura di vedere qualcosa che non voglio scoprire, temo di riconoscere limiti ed inadeguatezze che sento dentro di me da tanto tempo, ma che non ho mai sinceramente considerato. Li vedo negli altri, ma fatico a riconoscerli in me stessa.


Quante inutili parole attorno a me, quanti pensieri banali accompagnano le nostre vite, quante false credenze diventano le colonne portanti delle reciproche esistenze, siamo gli uni di fronte agli altri, ma ciechi ad ogni immagine, sordi ad ogni suono, insensibili ad ogni profonda impressione.


Ed il mio cuore che batte,  lo sento ? 


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie...grazie di essere semplicemente tu...grazie per quella mano tesa instancabilmente fino a quando non ho trovato la forza di afferrarla

IDK ha detto...

mi rivedo molto in questo tuo post. Anch'io sono molto fragile, purtroppo è da tanto tempo che ho perso di vista la vera me. Credo che hai ragione: che siamo troppo distratti, ci accontentiamo di di vivere una vita che non sentiamo nostra e ogni anno che passa, almeno per me, io mi sento sempre più persa anche se magari non lo sono nemmeno....però è il senso di solitudine, la sensazione di sentirsi sbagliati la cosa peggiore. Non ho risposte, posso solo raccontare i fatti così come mi appaiono e talvolta, sopportare il dolore che ho dentro. Non saprei, è tutto così confuso e all'apparenza, senza significato..